Le "Crociate" contro i sedicenti ordini cavallereschi

 

 

A Madrid l’8 marzo 2003 ho avuto la gioia e la soddisfazione di parlare con S.E. Don Vicente de Cadenas y Vicent, Cronista Re d’Armi di Spagna, che fu uno degli ispiratori della Commissione Internazionale permanente per lo studio degli Ordini Cavallereschi: i prodromi della nascita della Commissione, riferibili al Congresso Internazionale di Genealogia ed Araldica di Madrid del 1955, vanno infatti rintracciati negli stimoli mossi dalla rivista spagnola Hidalguía, che vide la luce il 10 giugno 1953 - proprio cinquant’anni fa - iniziando una "Crociata" contro i sedicenti ordini cavallereschi. A distanza di cinquant’anni altri studiosi1  hanno seguito la stessa impervia strada, che ha lo scopo di palesare la verità svegliando dal "sonno della ragione" tutti quegli appassionati della cavalleria che rischiano di ritrovarsi semplici collezionisti di patacche.

 

È innegabile che nell’ultimo cinquantennio ci siano stati molti cambiamenti in questa materia e l’utenza che ambisce agli ordini cavallereschi è assai mutata, oggi non limitandosi all’Ordine Nazionale, ma praticando su più ampia scala una sorta di collezionismo con l’ingresso anche in organizzazioni avulse dal passato storico della propria famiglia, all’evidente scopo di acquisire una nuova medaglia da esibire.

 

Del resto oggi gli Ordini - ad eccezione di quelli nazionali - per raggiungere gli scopi statutari sono diventati più simili alle associazioni civili allontanandosi dagli antichi Ordini Cavallereschi del passato.

 

Per gli studiosi mantenersi su una strada di ineccepibile serietà ha comunque un prezzo elevato e tutti noi che la seguiamo quotidianamente ci attiriamo inevitabilmente gli odi e i tentativi di discredito di quanti si sentono chiamati in causa o smascherati; per non parlare dei vani sforzi di coinvolgimento miranti a guadagnare una parvenza di serietà da parte di organizzazioni pseudo-cavalleresche che giungono a millantare nel loro ruolo (anche senza che l’interessato ne sia a conoscenza) il prestigioso nome di un serio studioso o di un personaggio di spicco, tentativi che sempre si concludono miseramente con una smentita ufficiale motivata dal solito "inspiegabile ed imperdonabile errore". Ma a tutto c’è una seria spiegazione e la verità è sempre accertabile.

 

Sono sicuro che fra i tanti che affollano i ruoli di certe sedicenti organizzazioni cavalleresche ci sono anche persone totalmente in buona fede per mancanza di cultura sulla materia, che meritano un aiuto.

 

Mi capita spesso per la mia posizione di venir contattato da simili persone e il mio primo approccio è sempre quello di tendergli una mano amica -ovviamente senza recedere dalla mia posizione di rigore- cercando di spiegare chiaramente quale sia il loro errore.

 

Ci tengo che sappiano che attualmente non è poi così difficile entrare in un Ordine che può essere considerato valido, e la prova è offerta proprio dalla lettura dei ruoli, dove ritroviamo i nomi di tanti personaggi con un dubbio passato immerso in paludi pseudo-cavalleresche ed oggi riabilitati2  – anche in categorie o gradi elevati – e quindi divenuti fermi e convinti sostenitori della serietà cavalleresca.

 

Ahimè, su dieci che dalle mie parole di onesta chiarificazione si sentono colpiti e temono di avermi fornito con la loro "confessione di colpa" un potere nei loro confronti, considerandomi (stupidamente!) da quel momento un dichiarato e temibile nemico, ho però la gioia di trovarne uno (e a dire il vero ne ho trovati tanti) grato di essere stato messo in guardia e pronto a dimostrarmi riconoscenza con la sua amicizia ad ogni passo nel mondo della cavalleria.

 

Ma la mia immensa soddisfazione è stata quella che il mio grande amico Vicente de Cadenas, mio Maestro in queste materie, sorridendo mi ha detto: "Nella mia vita, oltre alle opere culturali, ho preferito realizzare opere sociali come dovere della Nobiltà, ma tu stai concretizzando in ambito culturale qualcosa di altrettando importante e la Commissione degli Ordini ha oggi raggiunto un livello di assoluta ed indiscussa serietà..."

 

 1 Particolarmente: Hervé Pinoteau, Cecil Humphery-Smith, Guy Stair Sainty, Peter Kurrild-Klitgaard, François Velde, Manuel Fuertes de Gilbert y Rojo, Luigi G. de Anna, Marco Horak, Carlo Tibaldeschi, Maria Loredana Pinotti, Giuseppe de Lama.

 2 Nei ruoli vedo anche ex-Gran Maestri di pseudo ordini cavallereschi.

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