Il collezionismo cavalleresco

 

Uno degli aspetti che merita un serio approfondimento è quanto avviene in ambito cavalleresco dove assistiamo ad una corsa alla ricerca di onori da parte di persone che, accantonata ogni coerenza storica, nulla hanno a che vedere con l’organismo di cui aspirano a fare parte, una corsa che negli ultimi venti anni è diventata vorticosa vista la rinascita come funghi di istituzioni di carattere cavalleresco.

Ancora all’inizio degli anni ottanta del secolo passato in Italia l’interesse per gli ordini era limitato al Sovrano Militare Ordine di Malta, all’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, al Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio (che a quell’epoca viveva una feroce polemica dinastica i tra sostenitori della linea rappresentata dall’Infante Don Carlos Duca di Calabria e quelli della linea del Principe Ferdinando Duca di Castro), e ad una piccola rappresentanza del rinato Ordine di San Giuseppe della Casa Granducale di Toscana (a dire il vero, era stato concesso a tre persone anche l’Ordine di Santo Stefano), senza dimenticare gli Ordini Sabaudi concessi dall’esilio da Re Umberto II. In quel decennio - con l’aumento dell’utenza interessata a queste Istituzioni e al tempo stesso ad un ritorno al passato nei costumi della società - si erano aperte varie discussioni fra i sostenitori dei discendenti delle varie Case Sovrane preunitarie che avevano condotto a far rivivere quasi tutti gli Ordini preunitari, sino a quel momento considerati come: decaduti, aboliti, statuali; un grande cambiamento di tendenza verificatosi in poco tempo. Poco alla volta a metà degli anni novanta, da parte del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Italiana, si assistette ad un mutare di rotta nel considerare i Sistemi Premiali Preunitari come Ordini autorizzabili in base alla legge 3 marzo 1951, n° 178: e col farsi autorizzabili essi divennero anche maggiormente appetibili da parte dei militari che così potevano indossarli sulla divisa (all’estero, ad esempio in Spagna, l’Ordine fuori dal Sistema Premiale del Regno può essere indossato sulla divisa militare con autorizzazione, ma solo all’interno - ndr. giustamente - della cerimonie dell’Ordine stesso). Lasciando perdere il fatto che coloro che diedero vita alla Legge 3 marzo 1951, n° 178 attribuivano lo stesso significato a quello che era denominato Ordine non Nazionale o Ordine straniero, oggi questo escamotage ha permesso una sicura autorizzazione a quasi tutti gli Ordini Preunitari, molti dei quali secondo il pensiero degli studiosi della materia costituiscono un indiscusso patrimonio dello Stato successorio (prima Regno d’Italia ed oggi Repubblica Italiana). Ora dopo che è stato sanato l’ingiusto trattamento riservato al Sacro Militare Ordine Costantiniano (linea dell’Infante Don Carlos Duca di Calabria) che finalmente da poco è autorizzato, stiamo vedendo la nascita di proposte che vorrebbero far autorizzare in base alla legge anche i Sistemi Preunitari di Stati Sovrani extra italiani non più esistenti. Personalmente ritengo che sarebbe molto più facile, come avviene in tante Nazioni, permettere a titolo privato l’uso di qualunque Sistema Premiale non facente parte del patrimonio dello Stato, evitando così prese di posizioni che un giorno potrebbero essere abbandonate e scagionando il Ministero degli Affari Esteri dal pericolo di rendersi autore di una errata interpretazione della validità di quanto è stato autorizzato. La Repubblica Italiana non è competente a giudicare la validità o meno di Sistemi Premiali che oggi a tutti gli effetti sono privati e rivolti all’esiguo interesse di nicchia di poche persone appassionate all’argomento. Quello che manca è una chiara informazione sul vero valore di queste istituzioni, perchè le persone si sentono attratte oniricamente da qualcosa che è più un’idea storica e non attuale che un’effettiva realtà concreta, altrimenti molte di loro capirebbero i tanti controsensi di cui si fanno autori, evitando così anche brutte figure nell’accettare onori che realmente potrebbero costituire solo dei nastri pittorescamente colorati e nulla più. Oggi vediamo persone normali che indossano una miriade di decorazioni che nei tempi in cui quelle istituzioni avevano il prestigio dello Stato che le concedeva erano appannaggio di pochi rappresentativi eletti, posti effettivamente a reggere le sorti di quella Nazione.

Tutto è destinato a mutare, ad essere inflazionato, a rimanere magari legato ad un nome che non è più lo stesso e che non rappresenta più la stessa cosa, pertanto sarebbe opportuno catalogare questi fossili del passato in categorie che più si adattino agli scopi attuali che perseguono, ben diversi da quelli storici: oggi infatti i Sistemi Premiali preunitari sono in grande parte degli strumenti per fare della beneficenza, ma ovviamente questo non era lo stesso fine che si proponevano nel momento più glorioso della loro storia... tuttavia se il fine è giustificato dal mezzo, forse è il caso dire: siano benvenuti i collezionisti che volenti o nolenti alla fine fanno della dovuta beneficenza!

 

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