Un chiaro richiamo alla continuità storica nelle nuove insegne dell’

Ordine al merito della Repubblica Italiana

 

Il cinquantesimo anniversario di fondazione dell’Ordine al merito della Repubblica Italiano e le recenti novità ad esso legate hanno fatto sì che il primo Ordine dello Stato destinato a "ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari" acquistasse un sempre crescente prestigio sia in Italia che nel mondo.

Già nel marzo 2000 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi aveva indirizzato i suoi sforzi in campo premiale per dare una maggiore identità alle onorificenze nazionali, e particolarmente in tre modi: combattendone l’inflazione, riducendone il numero di assegnazioni annue, ripristinandone il carattere originario e riscoprendone la continuità storica, come ci mostra il motto adottato per l’Ordine: "civium libertati, patriae unitati" (che fa tutt’uno della libertà dei cittadini e dell’unità della Patria), lo stesso inciso sul monumento al Soldato ignoto al Vittoriano in Roma, che come scrisse il Presidente Pertini nel 1981: "... è il messaggio che le generazioni del risorgimento consegnarono a noi, e dal quale prendemmo ispirazione quando, nel secondo risorgimento, ci battemmo per riconquistare all’ Italia libertà e giustizia".

È proprio il richiamo al nostro passato che è realizzato nelle nuove fogge delle decorazioni dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana con un chiaro riferimento al compimento degli ideali risorgimentali che portarono all’unità nazionale, alla resistenza al nazifascismo e ai valori di libertà e democrazia che distinguono il nostro Paese.

L’Ordine, che viene conferito con decreto del Presidente della Repubblica che porta il titolo di "Capo dell’Ordine" (anche Napoleone, quando istituì la Legion d’Onore, non volle proclamarsi "Gran Maestro" per evitare l’opposizione degli estremisti "sanculotti"), grazie al decreto del Presidente della Repubblica del 30 marzo 2001 ha subito significative modifiche alla foggia della decorazione, che ricorda l’Ordine della Corona d’Italia, il quale analogamente era "destinato a rimunerare le benemerenze più segnalate, tanto degli italiani che degli stranieri, e specialmente quelle che riguardano direttamente gl’interessi della Nazione".

Ma a differenza dell’Ordine della Corona d’Italia che richiamava una chiara simbologia legata alla Dinastia regnante ("... consta di una croce patente di oro ritondata, smaltata di bianco, accantonata di quattro nodi di amore, caricata nel centro di due scudetti d’oro, l’uno smaltato d’azzurro con la corona ferrea in oro, l’altro con l’aquila nera spiegata, avente nel cuore la Croce di Savoia in ismalto"), le nuove decorazioni dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana hanno una Croce che "... è caricata al centro da uno scudetto circolare d’oro, bordato d’azzurro, recante, nel recto, l’emblema della Repubblica italiana d’oro e, all’interno della bordatura, la scritta in lettere lapidarie maiuscole romane al merito della repubblica; nel verso, l’effigie a sbalzo dell’Italia turrita d’oro e, all’interno della bordatura, le scritte in lettere lapidarie maiuscole romane d’oro, nella semiarea superiore patriae unitati, in quella inferiore civium libertati."

Finalmente le nuove decorazioni, visto il mutare dei tempi, hanno una particolare foggia per le signore.

 

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